domenica 25 maggio 2008

Il mondo è un'illusione in miniatura

Ecco che cosa può fare photoshop, aiutato dalle leggi della percezione visiva: far sembrare una cosa ciò che non è, con poca spesa e tanta (a volte) resa. E questo è anche un esempio di quel che possono fare le mode fotografiche, argomento di cui avevamo parlato qui.
Due piccoli link per farvi un esempio:
link 1
link 2

In pratica di che si tratta? Sono semplicemente delle piccole elaborazioni, create utilizzando una sfocatura selettiva, che ingannano l'occhio facendo apparire un normale paesaggio come se fosse un diorama o un plastico, di quelli che si usano per farci andare i trenini elettrici, o che i venditori di case espongono per convincervi che quel monolocale seminterrato è in realtà molto spazioso, molto luminoso.

La cosa buffa della storia è che l'inventore di questa tecnica, un fotografo tedesco, mi sembra, non riesco più a trovarlo in giro. Insomma, l'idea è andata oltre il suo creatore, l'ha inghiottito sotto una marea di imitatori. Uff!

venerdì 23 maggio 2008

"I have no ethics"

Questa frase, Bruce Gilden la dice a 2' e 20" circa del filmato che posto qui sotto. Un filmatino che spiega come questo signore, molto pazzerello per usare un eufemismo, faccia fotografia di strada: con una leica m6 (la tipica macchina "unobstrusive", come dicono quelli che parlano quella lingua là) a cui è attaccato con un filo un flash che è più grande della macchina. In pieno giorno spara delle gran flashate in faccia ai passanti.
Nel frattempo scorrono tante foto, alcune delle quali sono davvero grandiose.

Da vedere. E guardatelo, dài!



Sarebbe interessante che questo post ci permettesse di ragionare su cosa sia la fotografia di strada, la street photography, su quali siano le sue tecniche, ma soprattutto i suoi scopi. Gilden ha delle opinioni abbastanza nette al riguardo, e ne esprime qualcuna nel video. Altri la pensano come lui, altri ancora sono al suo opposto...
Interessante argomento, magari si può sviluppare.

mercoledì 21 maggio 2008

una rivista non male

Vi giro questa informazione che mi è arrivata fresca fresca nella casella di posta...
riguarda la rivista edita da Hasselblad (casa produttrice di famosissime e costosissime medio formato), che ora sarà anche in versione online, consultabile interamente con una semplice registrazione.
Il primo numero, che ho già sfogliato per bene, non è niente male: 80 pagine con fotografie di vario genere, un articolo sul nuovo prodotto di punta hasselblad (ovviamente) e un articolo dettagliato su un programma di hasselblad, che nella mia ignoranza non sapevo si occupasse anche di questo, chiamato phocus. Un programma per controllare il flusso di lavoro dal raw alla foto finita.
Non male, per essere free-press!

Il link: Victor by Hasselblad

martedì 20 maggio 2008

Informazioni di servizio...

E poi non mi dite che non vi voglio bene, miei cari lettori!
Su segnalazione di akida, che ringrazio ancora, ho notato che a questo sito mancavano dei feed ben visibili. Così ho inserito quell'icona arancione in alto a destra, sulla quale potrete cliccare per essere aggiornati sugli ultimi movimenti di questo blog senza dover per forza accedere alla pagina ogni volta.

Qui, sempre grazie ad akida, trovate lo spieghino per capire cosa sono i feed RSS, come funzionano e come vi possono rendere più facile la vita telematica.

lunedì 19 maggio 2008

Flickr e la minigonna

A un certo punto fu la minigonna, e tutte le donne la volevano. Poi la minigonna passò di moda, e tutte a dire che in fondo era proprio una cosa ridicola. Arrivò il momento delle gonne lunghe fino ai piedi, e tutte a volere le gonne lunghe fino ai piedi...
(mi fermo qui con le metafore, perchè di moda non ci capisco niente!)

Ma che c'entra flickr, in tutto questo? Un pochino c'entra: il fatto è che periodicamente, in questo come in altri contenitori di immagini diffusi in tutto il mondo, si spandono a macchia d'olio mode passeggere in fatto di estetica dell'immagine. La prima, forse, fu la moda della draganizzazione (via, almeno io vi rimando al sito dell'originale, che continua a produrre foto con questa tecnica). Ma poi ne seguirono tante altre, con il primo scopritore a fare da apripista ad una lunga serie di stucchevoli imitatori. I casi sono due, nel vostro uso di flickr:

1. potete captare la moda del momento, cercando di essere un pizzico in anticipo sulla massa, per sfruttare la novità dell'idea e stare sulla cresta dell'onda almeno per un po'.
2. potete decidere che non volete fare i pecoroni, captare la novità e rifiutarla completamente: chissà che un giorno non sarete voi i precursori di turno!

Nel frattempo usate flickr anche semplicemente come una vetrina per il vostro lavoro: la lotta per emergere sarà durissima, con tanti concorrenti da tutto il mondo, ma quando ce l'avrete fatta... Qui qualche piccola storia di successo, ma vi assicuro che ce ne sono tante altre di autori sconosciuti che sono diventati, grazie a questo sito, professionisti senza neanche accorgersene.

sabato 17 maggio 2008

La gestione del colore, questa sconosciuta

Alloraaa... Dov'è il tastino per inserire la musica? Io vorrei mettere quella musica che suona quando gli elicotteri sorvolano il Vietnam in Apocalypse now... Cos'era, la cavalcata delle valchirie di Wagner? Bene, immaginatevi questa musichetta mentre vi annuncio il link di oggi.

Un link alla descrizione dell'inferno di ogni buon grafico, fotografo e di chiunque si occupi di immagini che passano attraverso dispositivi elettronici: la calibrazione degli strumenti per dare risultati consistenti (=uguali, o almeno ragionevolmente simili, per ogni mezzo su cui l'immagine appaia). E quindi stiamo parlando di calibrare monitor e stampanti varie....
In sostanza, se quando mandate a stampare una foto, il risultato è sempre diverso da quello che vedete sul vostro monitor, prestate attenzione.


Se darete un'occhiata a questo sito prima vi spaventerete ancora di più, e poi le cose vi sembreranno un pochino più chiare o almeno ragionevoli. Si spera.
Ecco il link ad uno dei siti più esaurienti sull'argomento: boscarol

mercoledì 14 maggio 2008

fotografare in strada, e la privacy

Un paio di coordinate necessarie:
-la legge in materia di utilizzo a scopo fotografico dell'immagine di persone sconosciute è, in Italia come in altri Paesi, molto confusa, e spesso utilizzata in maniera restrittiva. Ancor più oggi, con la paura collettiva del terrorismo di matrice islamica, che suscita in molte persone sentimenti scarsamente razionali. E in alcune nazioni, quali gli Usa e l'Inghilterra, spuntano come funghi provvedimenti volti ad impedire ai fotografi di fare quel che piace loro: foto.
-Robert Frank è stato un grandissimo fotografo di strada, uno di quelli che ritraevano gente sconosciuta, e facevano delle loro immagini arte. Un maestro da prendere ad esempio. Il suo lavoro probabilmente più famoso è The Americans, un affresco su pellicola del popolo americano.

E ora il fatto:
Sono spuntati due documenti curiosissimi sul sito photopermit.org, che si occupa di questi argomenti, su una storia riguardante Frank. Si tratta del verbale di arresto del fotografo, nel periodo in cui stava scattando per The Americans, e della risposta dello stesso Frank. Una cosa che fa riflettere, e che permette di vedere con occhi diversi i fenomeni odierni.
il verbale
la risposta
Ora però vi devo almeno postare uno stralcio:

...After stopping the car I noticed that he was shabbily dressed, needed a shave and a haircut, also a bath. Subject talked with a foreign accent. I talked to the subject a few minutes and looked into the car where I noticed it was heavily loaded with suitcases, trunks and a number of cameras...

Poveri fotografi di strada!

Cornici per tutti!




Premessa fondamentale: io sono abbastanza contrario alle cornici aggiunte in post, ma mi piacciono tanto quelle fatte in camera oscura. Ad esempio quelle che riprendono un pezzettino dei dentelli del negativo, o che debordano lasciando intuire le mascherine... Che belle!

Quindi consigliare un programma che aggiunge cornicette via computer sarebbe poco serio, no? E io lo faccio lo stesso! Eccolo qui, photoframe, un piccolo applicativo che permette di arricchire le foto con bordi in genere sobri. Mi raccomando, usatelo con parsimonia!!!

P.S.: di programmi come questo ce ne sono tanti, e anche gratis, ma questo qui mi è sempre piaciuto di più.

martedì 13 maggio 2008

avete presente quando c'è tanto di quel lavoro da fare che non riuscite neanche più a ricordarvi chi siete? ecco... forse qualcuno di voi lettori può aver pensato che io fossi andato in vacanza facendo un bel ponte lungo lungo dal 25 aprile al primo maggio, aggiungendoci magari in coda pure un paio di altre giornate. ma non è così! è che in questi giorni, e la coda si sta esaurendo proprio in queste ore, sono stato SUBISSATO di lavori, lavoroni e lavoretti da fare assolutamente, con grande sprezzo dei miei ritmi circadiani.

ma sembra che il periodo un po' più brutto sia passato, e mi ricomincerò a dedicare al blogghettino...


lo faccio già stasera, con una minima segnalazione a cavallo tra la fotografia e il giornalismo, una zona che a me piace molto perchè mi interessano entrambe le cose e perchè per un periodo sono stato dentro a tutt'e due.
quindi la scusa per la segnalazione è che, tra gli intervistati, c'è anche Francesco Zizola (cliccando sul nome il link al sito ufficiale), grosso, e quando dico grosso dico proprio grosso, fotografo italiano, forse il più famoso al mondo tra i fotoreporter.
ma poi ci sono anche riflessioni interessantissime sul lavoro di giornalista (che comprende anche il fotogiornalista) che possono forse far venire un po' di ispirazione.

in ogni modo è sempre utile sentire le parole di persone intelligenti. e penso possa essere utile, se già non lo conoscete, entrare in contatto con un settimanale bello come Internazionale, che ha prodotto queste interviste.
Dulcis in fundo, eccolo: IL LINK!